CHI SIAMO

La storia della Pubblica Assistenza Rocco Pascucci di Frigento (P.A.F.) è fortemente legata alla drammatica esperienza del sisma che colpì l’Irpinia nel 1980. In quei giorni tanti, tantissimi volontari contribuirono ad alleviare la sofferenza dei nostri conterranei. Fu così che, per uno spontaneo senso di emulazione, un gruppo di uomini, di amici, decise di dar vita ad un’organizzazione di assistenza sanitaria. Una sera d’estate del 1986 si ritrovarono intorno ad un tavolo nella scuola elementare di Pagliara: uno degli oratori più competenti era Umberto Giella, che iniziò a parlare di volontariato, associazionismo e della sua personale esperienza di fondatore della Pubblica Assistenza di Villamaina, nata pochi anni prima. Tra qualche timore e un coinvolgente entusiasmo si decise, così, di fondare la Pubblica Assistenza di Frigento.

La prima necessità fu l’acquisto di un’ambulanza, per sopperire alla totale mancanza di un servizio di trasporto infermi sul territorio. Il nostro Presidente riuscì a contattare la Pubblica Assistenza di Ovada (SP), dalla quale acquistammo, a prezzo di favore, un FIAT 238.  Non fu facile racimolare i primi fondi, ma con una colletta tra i consiglieri dell’associazione ed i soci – e firmando qualche cambiale – si riuscì a portare a Frigento la vettura.

Ma è agli inizi degli anni 90 che il volontariato frigentino vide realizzare il sogno ad occhi aperti di molti volontari: la costruzione della nostra attuale sede sociale. Una struttura interamente dedicata alle attività della P.A.F. costruita grazie all’aiuto di numerosi volontari ed al contributo dell’amministrazione comunale di allora.

Nello stesso periodo un altro notevole sforzo organizzativo fu fatto per accogliere i primi ragazzi che avevano optato per il servizio di leva alternativo: l’obiezione di coscienza. Col passare del tempo i giovani che hanno scelto di prestare servizio presso la nostra struttura sono progressivamente aumentati, contribuendo in maniera decisiva alla crescita e alla diversificazione delle attività associative.

Risale, invece, alla metà degli anni 90 una delle più intense esperienze di volontariato sociale: l’accoglienza per soggiorni estivi dei bambini bielorussi, provenienti dalle aree contaminate dal disastro nucleare di Chernobyl.

Dal 1998 l’associazione porta il nome di Rocco Pascucci, uno dei volontari della prima ora, promotore di tante iniziative, prematuramente scomparso.

Nel 1999 partì, in via sperimentale, il servizio d’emergenza territoriale 118. Anche in quella occasione la P.A.F. non si fece trovare impreparata, affrontando con impegno e dedizione la gestione degli interventi urgenti richiesti dai cittadini di una vasta area dell’Alta Irpinia. In seguito al riordinamento del servizio 118, si è passati dai 16 comuni di competenza di allora ai 4 attuali: Frigento, Sturno, Gesualdo e Villamaina.

Nel 2002, in concomitanza con la fine della leva obbligatoria, la P.A.F. ha partecipato al primo bando del servizio civile volontario: una nuova istituzione, che continua a coinvolgere numerosi ragazzi e ragazze nei nostri servizi alla cittadinanza.

Tre i presidenti che si sono alternati alla guida della P.A.F.: Vito Pascucci, caparbio condottiero dalla fondazione sino al 1995; il dottor Saverio Genua, che dal 1995 al 2004 ha condotto l’associazione nell’impegnativa diversificazione dei servizi. E Sabino Famiglietti chiamato a gestire una delicata e fondamentale fase di consolidamento.

Una citazione particolare meritano anche le svariate esperienze nel campo della Protezione Civile. Circostanze difficili, come i terremoti in Umbria e più recentemente a S.Giuliano di Puglia, l’alluvione di Sarno e Quindici. Senza dimenticare i tanti momenti dedicati alla formazione, alle simulazioni e al confronto.

Decine i mezzi che hanno portato le nostre effigi e che hanno svolto i numerosi servizi di trasporto infermi (in emergenza o programmati), emodializzati e diversamente abili.

Tre i decennali festeggiati sino ad ora dalla P.A.F.: nel 96, con l’entusiasmo di una realtà relativamente giovane; nel 2006, per celebrare con una struttura consolidata e un gruppo non certo privo di energie e nuove ambizioni –  lo straordinario traguardo dei trent’anni di vita associativa.

Il nostro più grande desiderio è vedere il maggior numero di persone partecipare alla nostra vita associativa, per continuare a scrivere insieme altri emozionanti capitoli di questa storia.

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